Quattro CHIACCHIERE a merenda


Tutti le conoscono, anche se con nomi diversi (bugie, cenci, crogetti, strufoli, melatelli, cioffe, crostoli, frappole, fiocchetti…). Tutti le mangiano, soprattutto nel periodo di Carnevale, che ormai è arrivato… ma come si fanno le chiacchiere?! 🙂 Le versioni delle ricette sono tantissime, ed anche le forme! Sottili, spesse, cicciotte, con la fessura al centro, attorcigliate, piane, fritte, al forno… beh, queste sono le mie 🙂 La ricetta è ereditata dalla mamma e viene da un’amica pugliese! Nonostante siano fritte non sono pesanti…io le faccio abbastanza sottili e non troppo grandi…con l’aiuto di una rotella e di una macchina per la sfoglia 🙂 ma se ne può fare a meno!

Ingredienti:

500 gr. di farina
2 uova
Un bicchiere scarso di vino bianco
100 gr. di zucchero
50 gr. di burro
Olio di semi di mais (per friggerle)
Zucchero a velo (per spolverizzarle)

Preparazione:

Far sciogliere sul fuoco il burro e lo zucchero nel vino, far raffreddare ed impastare il composto liquido ottenuto con la farina disposta a fontana e le uova. Il composto liquido va versato gradualmente, in modo da non disperderlo sul piano di lavoro.

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Se l’impasto risulta troppo appiccicoso basta aggiungere un po’ di farina…significa semplicemente che è stato usato un bicchiere di vino troppo grande, ma il sapore delle chiacchiere non cambierà 🙂

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Ottenuto un bell’impasto morbido ed omogeneo è il momento di dar vita alle sfogliette che, una volta fritte e cosparse di zucchero a velo, diventeranno le nostre chiacchiere 🙂 Devono essere piuttosto sottili, si gonfieranno un po’ in fase di frittura: per farle bastano un mattarello ed un coltello, ma, come me, potete aiutarvi con una macchina per tirare la pasta e con una rotella seghettata per ritagliare i bordi a zig-zag, in modo che siano più carine! Anche l’occhio vuole la sua parte, no? 🙂

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Le ho fatte passare nella fessura liscia più volte, regolando le varie misure fino ad arrivare alla 6.
Per quanto riguarda la forma potete sbizzarrirvi! Io le taglio semplicemente a listarelle più o meno sottili e grandi 🙂

Dopodiché… arriva il momento di friggerle in olio di semi di mais!

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E una volta spolverizzate con lo zucchero a velo…ecco qui le nostre bellissime e buonissime chiacchiere di Carnevale! 😀


P.S. Scrivendo l’articolo il mio lato da “letterata” mi ha fatto sorgere un dubbio atroce: ma si dice “spolverare” o “spolverizzare”?! :-O …dubbio presto risolto: secondo vari dizionari si può dire in entrambi i modi 🙂 così posso scrivere “spolverizzare” con la coscienza a posto 😀 E scusate se vi rendo partecipi delle mie fisse! 🙂

P.P.S. Questo post partecipa ai contest di www.bricolage-ricette.com e www.beatitudiniculinarie.blogspot.it 🙂

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13 thoughts on “Quattro CHIACCHIERE a merenda

    • Sìììì 🙂 fai queste? Vengono buone buone _ mia mamma prima le faceva con un’altra ricetta ma non mi piacevano tanto…per queste ci vado matta, meno male che le ho fatte prima di scoprire delle intolleranze :-\

  1. Noi a Venezia li chiamiamo galani e li ho fatti l’anno scorso! Vediamo quest’anno quale dolce carnevalesco faró! Le tue chiacchiere son perfette, finissime e con belle bolle! Grande!

    • Grazieee Terry, gentilissima 🙂 è curioso il fatto che i soliti dolci vengano chiamati in così tanti modi diversi…un po’ fa riflettere e fa capire che comunque, al di là delle diversità regionali, alla fine la sostanza è la stessa 🙂 “Chiacchiere” le chiamiamo qui, a spezia e provincia…ma credo anche in altri posti 🙂

    • La mia invece è stata felicissima di “passarmi il testimonial” 🙂 non sembra ma nel loro piccolo possono essere impegnative, portano via un po’ di tempo se si vogliono fare precise e belline 🙂 grazie della visita Lory, sei sempre carinissima 🙂

    • Ahahah infatti anche a me dà quell’idea lì 🙂 …ma sono un po’ fissata per l’ortografia, mi faccio venire mille dubbi spesso inutili! 🙂 grazie per la visita 🙂

  2. Pingback: Raccolta: "I dolci di Carnevale" - Beatitudini in Cucina

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